Forno da incasso: cosa cambia rispetto al tradizionale concorrente?

La cucina è il regno della donna per l’eccellenza! Il forno gioca un ruolo fondamentale! Sfornare pietanze ben cotte e gradevolmente gratinate ha un certo effetto, non solo dal punto di vista estetico, perché si sa, l’occhio vuole anche la sua parte, ma soprattutto per quanto concerne la questione gusto!

In questo caso possedere un buon forno può fare veramente la differenza! Il mercato è saturo di una grande varietà di modelli, ma a volte sembra impossibile scegliere il “forno dei sogni” a causa dei limiti che si incontrano quando si ha poco spazio a disposizione e il nuovo arrivo dovrà necessariamente occupare la postazione del suo predecessore.

Già predestinata dal designer che ha progettato la struttura del mobile, senza possibilità di effettuare dei cambiamenti. Quindi arrivati a questo punto sorge spontaneo chiedersi quali sono le differenze in termini di qualità.

Esaltazione dell’estetica

Spesso ci si trova a scegliere gli elettrodomestici, in base alla loro estetica, e la tecnologia ad incasso consente di avere un ottimo elettrodomestico coordinato alla linea dell’intera composizione accontentando i gusti dei più esigenti.

Quindi la possibilità di scegliere un forno da incasso, se per certi versi può essere limitante, per altri invece si traduce nel giusto compromesso tra tecnologia e design.

Le dimensioni non sono più un limite in quanto vi sono numerosi modelli adattabili alla maggioranza dei mobili in circolazione, permettendo così di incastonare nella vostra cucina quel tanto desiderato tipo di apparecchio.

Caratteristiche e funzionalità

A primo impatto, possedere un forno ad incasso potrebbe far pensare di rinunciare a un qualcosa dal punto di vista della qualità e ed efficienza… niente di più sbagliato! L’unica rinuncia, se di questo si può parlare, consiste in un vantaggio che si traduce nell’avere un eccellente elettrodomestico coordinato allo stile della cucina, non ingombrante e molto discreto.

Altro discorso invece riguarda le caratteristiche del forno che prescindono dalla tipologia, infatti la sua funzionalità non dipende dall’essere ad incasso o a libera installazione. Quindi le vostre esigenze detteranno le vostre scelte, optando in un modello anziché in un altro in base alla funzione di cottura desiderata.

Dal punto di vista economico la scelta di alcuni consumatori cade su un forno a gas, decisamente più economico a detta di alcuni dei concorrenti che funzionano ad elettricità, poi in base al tipo di cottura si può scegliere un forno con cottura combinata ventilato/grill, o semplicemente un forno ventilato…

Inoltre è possibile trovare sul mercato un forno che consente di scongelare i cibi senza alterarne gusto e sostanze nutritive e degli elettrodomestici ideati per sfornare i migliori prodotti di pasticceria.

Zero fatiche per la pulizia

Anche su questo fronte bisogna dire che il forno ad incasso si pulisce come un qualsiasi forno, anzi in alcuni casi molto più velocemente vista la possibilità di rimuovere il vetro e lavarlo in separata sede.

Tutto ciò se si possiede un forno classico, mentre vi è poi la versione autopulente che funziona benissimo nonostante la diffidenza. Il forno autopulente può essere:

Catalitico: con pareti di un materiale speciale che impedisce il deposito dei grassi e residui di cibo e si pulisce durante il normale funzionamento;

Pirolitico: dispone di un articolare ciclo di pulitura ad alta temperatura che incenerisce residui di grasso e sporco da ripulire poi con un panno umido.

Detto questo la risposta alla domanda iniziale è molto chiara.

Cose importanti sulla centrifuga e suoi benefici

Vi siete mai chiesti come avviene la separazione tra corpi solidi e liquidi? Nel laboratorio chimico come si svolge questo processo? La risposta è molto semplice!

Tutto avviene grazie ad un apparecchio rivoluzionario che trova largo impiego nel settore dell’industria e nei laboratori chimici, la centrifuga!

La centrifuga da laboratorio principalmente viene utilizzata per la separazione di materiali con rapida sedimentazione e per piccole quantità di volumi. Le concorrenti utilizzate nell’ambito industriale invece hanno diverse caratteristiche e potenzialità.

Che cosa è?

La centrifuga nasce come uno strumento utilizzato per separare corpi con diversa densità, alla base del processo di separazione vi è l’impiego della forza centrifuga.

La forza centrifuga sostanzialmente è un’espressione vettoriale utilizzata per semplificare una serie di calcoli, ma di per sé non costituisce una forza fisica reale. In base al tipo di funzionamento vi sono differenti tipi di centrifuga:

Centrifughe senza separazione: accelerano la decantazione del corpo solido, quando non vi è necessità di ottenere due prodotti distinti. Questo tipo di apparecchio non è molto commercializzato nell’ambito industriale.

Centrifughe con separazione per sfioro: il funzionamento, in questo apparecchio, è continuo, e la decantazione si ha attraverso la separazione delle zone di scarico di solidi e liquidi, di solito queste centrifughe sono di dimensioni ridotte.

Centrifughe con separazione per filtrazione: queste macchine hanno le zone di scarico separate, ma la loro peculiarità sta nel fatto che sono dotate di un cestello, che agisce come filtro, permeabile solo al liquido. In base al sistema di scarico del solido queste macchine sono prodotte in diversi modelli e avremo centrifughe verticali a tre colonne, a sacco invertibile, quelle orizzontali e infine le centrifughe a spinta.

Questa è una classificazione di tipo generale, per ogni classe vi sono svariati tipi e modelli di questo ingegnoso apparecchio. Nella tipologia delle centrifughe da laboratorio, un’altra distinzione avviene in base al rotore utilizzato che può essere ad angolo fisso, variabile o verticale.

Qual è il suo utilizzo?

La centrifuga frutta ha trovato ampio successo in vari settori, innanzitutto il suo utilizzo più conosciuto è quello nell’ambito ambulatoriale ospedaliero, infatti uno tra i primi utilizzi di questa macchina porta il pensiero alle analisi biochimiche.

In secondo luogo è utilizzata molto nel settore industriale nei processi che implicano la separazione del latte dalla crema, dell’olio e delle sue componenti e così via. Nel settore minerario e chimico il suo utilizzo è essenziale per l’estrazione e la separazione delle sostanze.

In base all’utilizzo le dimensioni delle centrifughe e la velocità di rotazione per minuto variano, infatti troveremo nell’ambito chimico ospedaliero macchine di piccole dimensioni adatte per separare piccole quantità di materie, nell’ambito minerario per esempio troveremo macchine con una capienza del cestello fino a diverse tonnellate.

La lavatrice… tra progresso ed emancipazione femminile

Essere donna per lunghissimi anni è stato sinonimo di annullamento e dedizione totale alla famiglia, garanzia al nucleo familiare di quel quantum di lavoro giornaliero non retribuito e spesso poco apprezzato, indispensabile per l’armonia della vita quotidiana e della convivenza.

Tra i vari compiti spettanti alla donna, oggi vogliamo esaminare il triste momento di “fare il bucato” e la sua evoluzione con l’introduzione della lavatrice. Eh sì! I panni sporchi si lavano in famiglia!!

Oggi fare il bucato è diventato un gioco da ragazzi, ma non è sempre stato così e la lavatrice, con il suo prezioso contributo alla semplificazione di questa mansione quotidiana, al contempo costituisce un elettrodomestico molto importante non solo dal punto di vista pratico, bensì dal punto di vista culturale essendo considerata strumento fondamentale per l’emancipazione femminile.

Come è nata

Sull’invenzione della macchina per il bucato ci sono diverse versioni e pare che la paternità di questo favoloso marchingegno sia contesa tra diversi personaggi.

Il primo prototipo di lavatrice sembra risalire al 1677 ad opera del baronetto John Hoskins che realizzò un sistema per risciacquare i panni costituito da un cestello di cordame da ruotare a mano sotto un getto d’acqua.

Secondo altri invece il padre della macchina per il bucato è un teologo tedesco, Jacob Christian Schäffern,  la cui idea di lavabiancheria era costituita da una rozza centrifuga azionata a mano.

L’apparecchio più vicino alla nostra concezione di lavatrice è attribuito a Thomas Bradford che nel 1860 inventò un apparecchio con i principi di funzionamento di quelli odierni.

L’invenzione di Bradford era costituita da una piccola gabbia ottagonale in legno in cui venivano adagiati i panni sporchi ed era dotata di una manovella per farla ruotare, per essere poi racchiusa in una scatola più grande dello stesso materiale contenente acqua e sapone.

Nel 1874, a detta di alcuni, William Blackstone conquista il titolo di inventore della macchina per il bucato, costruendo un congegno in un barile di legno da riempire con acqua calda e sapone dotato di un asse con lunghi pioli per scuotere la biancheria, destinato a diminuire le fatiche della tanto amata moglie.

Successivamente nel corso del ‘900 ha subito notevoli modifiche, sia per quanto riguarda l’utilizzo dei materiali di costruzione, sia per quanto riguarda la tecnica di funzionamento, non più a manovella, ma a corrente elettrica, nel 1907 grazie a e soprattutto per la sua funzionalità.

La rivoluzione tra le mura di casa

Solo negli anni ’60 la lavatrice inizia ad entrare nelle case della gente, grazie al boom economico, per la gioia e delizia delle donne in particolare.

Come già detto la lavatrice è vista come quel miracolo della tecnologia che ha risparmiato ore di duro lavoro a tantissime persone ma è anche considerata uno dei passi più importanti verso l’emancipazione femminile liberando definitivamente la donna dalla schiavitù del bucato.

Oggi nessuno bada alla biancheria che gira nel cestello, perché considerata un’operazione meccanica naturale e così quotidiana da non suscitare stupore, ma così non è stato per le donne che hanno utilizzato il miracolo tecnologico per la prima volta tra le mura della propria casa.

Non solo lavatrice

Scegliere una macchina lavabiancheria potrebbe non essere così semplice… tutto dipende dalle vostre pretese! Quindi se la lavatrice verrà collocata in uno spazio tutto suo si opterà per un marchingegno freestanding, altrimenti se la sua postazione è già destinata la scelta cadrà su una lavatrice da incasso.

Altro elemento importante da valutare è la comodità! Oggi esistono in commercio lavatrici in offerta con carica dall’alto o carica anteriore in base ai gusti e alle esigenze dell’utente…

Da non sottovalutare è la possibilità di acquistare un apparecchio multifunzione che consente non solo il lavaggio della biancheria, ma anche la sua asciugatura…. quindi che dire!! Valutate le vostre disponibilità monetarie e via con gli acquisti!

Stendibiancheria per il vostro bucato a casa

Se in casa avete la possibilità di fare il bucato a mano o con una lavatrice e non avete un balcone per poter stendere gli abiti o se vivete in una casa con giardino e volete stenderli al sole, allora dovete pensare all’acquisto di uno stendibiancheria.

Forme e dimensioni per tutte le necessità

La scelta di un buono stendibiancheria ricade sulle vostre necessità, esistono stendibiancheria facilmente applicabili al muro (per esempio alla parete del vostro bagno) che possono essere retrattili in modo da non occupare troppo spazio, oppure ci sono Stendibiancheria che poggiano direttamente sul pavimento o sul terreno.

Se la vostra abitazione non dispone di grandi spazi, conviene acquistare uno stendibiancheria pieghevole, in modo che quando non dovrete usufrirne potrete facilmente riporlo in un angolo della casa.

Per una famiglia numerosa e quindi con molti panni da stendere una volta fatto il bucato, dovrebbe utilizzare un stendibiancheria resistente, con una buona base e in grado di sostenere un certo tipo di peso, senza rischiare di far ribaltare l’oggetto o addirittura di romperlo.

Ricordate che i panni appena lavati pesano di più, specialmente se si tratta di capi di abbigliamento pesante o di accappatoi. Ci sono stendibiancheria di varie forme, gli stendibiancheria a torre occupano sicuramente meno spazio, ma risultano un po’ scomodi quando si tratta di stendere capi ampi o lunghi.

Quelli da giardino spesso si sviluppano a raggiera, come se fossero un ombrello, ma occupano molto spazio quindi si possono utilizzare solo se si ha un cortile o un vero e proprio giardino fuori dalla propria abitazione.

Gli stendibiancheria da giardino inoltre devono essere costruiti con dei materiali resistenti alla pioggia e alla ruggine, visto che essendo di dimensioni più grandi, li si lascerà all’aperto e quindi saranno soggetti alle intemperie del tempo.

Può essere utile avere più di uno stendibiancheria in casa, ne si potrà utilizzare uno a parete per stendere la biancheria intima, magari sistemato nel bagno, mentre uno pieghevole e più resistente per i capi di abbigliamento.

Attenti allo spazio in casa

Per qualsiasi vostra esigenza, assicuratevi di scegliere uno stendibiancheria elettrico adatto allo spazio che avete in casa e al numero di persone che la abitano. Tenete sempre conto di dove lo utilizzerete, se in salotto, in cucina o in camera, in modo da scegliere uno Stendibiancheria che non dia fastidio o ostruisca il passaggio.

Se vivete soli in casa e non avete un guardaroba vasto potrete cavarvela con un semplice stendibiancheria a muro, altrimenti se avete una famiglia numerosa, o vivete con amici e non volete stendere le vostre robe sui termosifoni come sono soliti fare gli studenti universitari, considerate l’acquisto di un comodo, ma resistente stendibiancheria pieghevole.

Giardino inglese tra esaltazione della natura e piccolo Eden

Il giardino è luogo di delizia e gioia per gli amanti della natura….Luogo di relax e di esaltazione dell’estetica può essere arredato e progettato secondo i propri gusti…ma cosa ne pensate di un bel giardino stile inglese?

Come nasce questo stile?

Questo stile di giardino nasce alla fine del ‘700 e a differenza degli altri stili abbandona le forme geometriche e artificiose, per dare spazio alle piante nella loro selvaggia e incolta natura!

Questa concezione è di tipo illuminista e si basa sul fatto che la natura di per sé è in grado di trasmettere emozioni e sensazioni, senza l’imposizione di pose rigide o forme particolari ai vegetali.

Quando pensiamo ad un giardino inglese, non dobbiamo subito pensare a qualcosa di disordinato e casuale perché anche questi tipi di giardino godono di un’ottima progettazione per la collocazione di piante ed oggetti in modo da far sembrare tutto naturale.

In cosa consiste

Da una prima descrizione il giardino inglese potrebbe sembrare un giardino in cui le piante non vengono curate ma abbandonate a sé. Niente di più sbagliato! È vero che vi è la libertà delle piante nel crescere rigogliose come in una foresta….

Ma tutto avviene secondo un disegno che accosta elementi naturali e artificiali in modo armonioso e naturale riproducendo un ambiente che brilla di naturalezza.

L’idea quindi è quella di ricreare un piccolo bosco naturale, prendendosi cura dei vegetali, ma al contempo trasmettere alla persona emozioni e sensazioni strettamente legate alla natura, meditative e contemplative… quasi malinconiche rendendo a momenti invisibile il tocco dell’uomo.

Giardino anglosassone fai da te: cosa considerare

Nel realizzare il vostro piccolo mondo incantato dovrete tener conto di alcuni piccoli accorgimenti… Al primo posto c’è l’atmosfera, che dovrà dare la sensazione, a chi si reca in un giardino di questo genere, di sentirsi avvolto da un ambiente dolce e nostalgico.

Il giardino, per essere definito inglese, deve avere una geometria ricca di percorsi curvi e aiuole creative abbellite con ghiaia, pietre e mattoni, in modo tale da elargire al vostro angolo di paradiso, un look naturale.

Molto importante è poi la disposizione di alberi, fiori e arbusti che dovranno essere piantati in gruppi, per ricreare un aspetto selvaggio. La vera anima del giardino è data da quel mix di piante e fiori che risvegliano e coccolano i sensi, quindi un aspetto essenziale è dato dalla corretta composizione tra colore e odore, per cui nel vostro giardino non potranno mancare le diverse varietà di rose, le erbe aromatiche e le piante colorate e profumate.

E l’arredamento?

Oltre a curare l’aspetto naturalistico del giardino, molto importante è la scelta dei componenti di arredo. La regola principale da seguire è innanzitutto la naturalezza dei componenti e lo stile rigorosamente classico.

Così si apre lo scenario a decorazioni come, ad esempio, stagni, panchine in legno fontane e decorazioni varie in ferro battuto, molto semplici e estremamente classiche. Oltre a questo ove possibile è molto suggestiva la riproduzione di piccole caverne e esigui ruscelletti che conferiscono al giardino un aspetto misterioso e incantato.

Considerazione sulle stufe a pellet

si trova bene col riscaldamento a gas, chi col classico riscaldamento a legna… alcuni preferiscono l’elettricità… e altri si vogliono addentrare nel mondo del pellet!

Ma perché scegliere il riscaldamento a pellet?? Stufa o caldaia che sia, nella scelta bisogna sempre considerare alcuni piccoli accorgimenti.

Vari modelli

Inutile dire che la tecnologia sforna modelli sempre più evoluti, con design moderni ed accattivanti….quindi non è necessario chiedersi se esiste la stufa dei vostri desideri, perché esiste già! Basta solo che andiate a cercarla nel posto giusto. Le stufe a pellet sono costruite con diverse funzioni per accontentare i gusti e le esigenze di tutti! Ecco alcuni modelli:

Stufe ad aria: queste stufe sono preferibili in ambienti non molto vasti e consentono di riscaldare l’ambiente circostante tramite l’immissione dell’aria calda nella stanza tramite una ventola;

Stufe ad aria canalizzata: molto simili per funzionamento al modello precedente, diffondono il calore negli ambienti circostanti mediante un sistema di tubi nascosti, lo spostamento dell’aria calda avviene tramite una ventola;

Termostufe idro pellet: indicate per chi vuole sfruttare un impianto di riscaldamento preesistente adeguando l’impianto alla stufa, senza incorrere in troppi cambiamenti e utilizzare la comodità del pellet.
Ambiente da riscaldare e potenza

Nella scelta della stufa a prescindere dal modello è importante considerare le dimensioni dell’ambiente da riscaldare. Per piccoli ambienti, la scelta cadrà su un impianto con 3 kw di potenza, mentre altri ambienti richiederanno una potenza di 12 kw!

Oltre a questo bisogna considerare le caratteristiche dell’immobile, come la sua esposizione o la sua coibentazione ecc. L’installazione di una termo stufa richiederà calcoli più dettagliati in modo da determinare con esattezza il volume da riscaldare.

Perché scegliere una stufa a pellet?

La domanda sorge spontanea! Installare un impianto di riscaldamento a pellet nelle vostre abitazioni sarà tutto un vantaggio! Non ci credete?

Innanzitutto vi libererete della sporcizia, della cenere e del faticoso impegno che richiede una stufa a legna, infatti le nuove stufe a pellet oltre ad essere silenziose ed efficienti, producono pochissime ceneri facilmente aspirabili.

L’installazione di questa stufa è molto semplice infatti a seconda del tipo di scarico il lavoro sarà molto semplice e discreto, adatto addirittura agli amanti del fai da te! Altro vantaggio è la salubrità dell’ambiente in quanto il tiraggio forzato vi risparmierà quell’odioso ritorno di fumo!

Rispetto alle concorrenti a gas e ad elettricità non avrete mai più brutte sorprese in bolletta, perché sarete voi a decidere se e quando accendere la vostra stufa senza dover sopportare costi fissi.

In ultimo, ma non meno importante, è il costo del pellet molto vantaggioso, basta un’attenta ricerca ed è possibile acquistare grandi quantità di questo combustibile dimezzando i costi. Quindi cosa state aspettando?