Crisi petrolifera e nuove tecniche di estrazione

Le nuove tecniche di estrazione del petrolio hanno sicuramente stravolto il mercato del greggio mondiale.
A metà anni 2000 le riserve stimate dagli esperti garantivano la possibilità di sfruttare gli idrocarburi fossili per pochi decenni, tuttavia ora le stesse riserve si aggirano circa ad un secolo, al netto della valutazione del continuo aumento della domanda.

Ovviamente, le risorse non sono aumentate, semplicemente, grazie alle nuove tecniche di estrazione, è aumentata la valutazione delle risorse disponibili, quelle che fisicamente possono essere sfruttate dall’uomo con le tecnologie attuali.

Fatta questa premessa dobbiamo dire che le nuove tecnologie hanno rappresentato una rivoluzione, hanno allargato l’orizzonte delle risorse in modo istantaneo, non solo in termini di durata, che è più che raddoppiata, ma anche in termini di petrolio disponibile sul mercato sin da subito.

Dove prima non si poteva estrarre, ora si può.

La Basilicata è un esempio, infatti il petrolio lucano è noto agli esperti da molti decenni, tuttavia era sempre stato impossibile accedervi, prima d’ora. E si tratta di un giacimento importantissimo per estensione.

Questo semplice esempio ci fa capire come in un mercato fatto di domanda ed offerta, l’offerta è aumentata a dismisura in un lasso di tempo che può essere considerato brevissimo. Tutto ciò ha portato ad un abbattimento del costo del singolo barile su tutto il mercato mondiale, passando dai massimi storici di quasi 200 dollari al barile al minimo inferiore a 30.

L’abbattimento del costo è realmente positivo?

In merito all’abbattimento del costo del petrolio pensare ad una singola causa è sicuramente riduttivo: il mercato del petrolio è complesso e non è semplice comprenderne appieno le cause che governano le sue oscillazioni, e senza entrare in argomenti davvero troppo complessi, possiamo affermare anche che anche la situazione geopolitica dei paesi produttori di petrolio, oltre all’aumento a dismisura dell’offerta, ha inciso sulla caduta dei prezzi.

E’ comunque interessante comprendere che anche sul piano degli effetti di un abbassamento del costo, le riflessioni più immediate si possono rivelare inesatte. Difatti la gente comune è portata a pensare che la riduzione del costo di una materia prima, o dell’energia in questo caso, per il consumatore finale, o più genericamente, per uno stato come l’Italia che è importatore di petrolio, sia sicuramente una buona notizia.

Tuttavia, un decremento eccessivo, e per un periodo di tempo troppo lungo, come quello che stiamo vivendo in questi anni, potrebbe avere effetti negativi anche per attori non direttamente interessati. In primis, ed è facile comprenderlo, i paesi esportatori di petrolio sono anche paesi importatori di beni di lusso, o in generale di prodotti lavorati, e sono nostri partner commerciali.

Pertanto una riduzione del loro potere di acquisto comporta una diminuzione di vendita di beni e prodotti finiti su cui l’Europa realizza un ottimo surplus.

Un altro motivo di preoccupazione sono le conseguenze geopolitiche di Paesi in Africa e Sud America che basavano la loro economia sull’export e ora vivono delle crisi politiche, tutto ciò oltre a preoccupare il mondo occidentale per l’instabilità di queste regioni, è terreno fertile per movimenti che di pacifico hanno ben poco.

Inoltre ci sono giganti dell’esportazione di altre fonti fossili, come la Russia, che hanno difficoltà ad essere competitivi con un prezzo del petrolio così basso.

Per concludere

Non dimentichiamo infine che anche nei paesi occidentali, che ad un’analisi superficiale dovrebbero guadagnarci da questa situazione, in realtà la preoccupazione è alta, perché sono numerose le società quotate in borsa che vivono di petrolio, e sono centinaia di migliaia i posti di lavoro (occidentali) nel settore di estrazione e raffinazione petrolifera.

Giardino inglese tra esaltazione della natura e piccolo Eden

Il giardino è luogo di delizia e gioia per gli amanti della natura….Luogo di relax e di esaltazione dell’estetica può essere arredato e progettato secondo i propri gusti…ma cosa ne pensate di un bel giardino stile inglese?

Come nasce questo stile?

Questo stile di giardino nasce alla fine del ‘700 e a differenza degli altri stili abbandona le forme geometriche e artificiose, per dare spazio alle piante nella loro selvaggia e incolta natura!

Questa concezione è di tipo illuminista e si basa sul fatto che la natura di per sé è in grado di trasmettere emozioni e sensazioni, senza l’imposizione di pose rigide o forme particolari ai vegetali.

Quando pensiamo ad un giardino inglese, non dobbiamo subito pensare a qualcosa di disordinato e casuale perché anche questi tipi di giardino godono di un’ottima progettazione per la collocazione di piante ed oggetti in modo da far sembrare tutto naturale.

In cosa consiste

Da una prima descrizione il giardino inglese potrebbe sembrare un giardino in cui le piante non vengono curate ma abbandonate a sé. Niente di più sbagliato! È vero che vi è la libertà delle piante nel crescere rigogliose come in una foresta….

Ma tutto avviene secondo un disegno che accosta elementi naturali e artificiali in modo armonioso e naturale riproducendo un ambiente che brilla di naturalezza.

L’idea quindi è quella di ricreare un piccolo bosco naturale, prendendosi cura dei vegetali, ma al contempo trasmettere alla persona emozioni e sensazioni strettamente legate alla natura, meditative e contemplative… quasi malinconiche rendendo a momenti invisibile il tocco dell’uomo.

Giardino anglosassone fai da te: cosa considerare

Nel realizzare il vostro piccolo mondo incantato dovrete tener conto di alcuni piccoli accorgimenti… Al primo posto c’è l’atmosfera, che dovrà dare la sensazione, a chi si reca in un giardino di questo genere, di sentirsi avvolto da un ambiente dolce e nostalgico.

Il giardino, per essere definito inglese, deve avere una geometria ricca di percorsi curvi e aiuole creative abbellite con ghiaia, pietre e mattoni, in modo tale da elargire al vostro angolo di paradiso, un look naturale.

Molto importante è poi la disposizione di alberi, fiori e arbusti che dovranno essere piantati in gruppi, per ricreare un aspetto selvaggio. La vera anima del giardino è data da quel mix di piante e fiori che risvegliano e coccolano i sensi, quindi un aspetto essenziale è dato dalla corretta composizione tra colore e odore, per cui nel vostro giardino non potranno mancare le diverse varietà di rose, le erbe aromatiche e le piante colorate e profumate.

E l’arredamento?

Oltre a curare l’aspetto naturalistico del giardino, molto importante è la scelta dei componenti di arredo. La regola principale da seguire è innanzitutto la naturalezza dei componenti e lo stile rigorosamente classico.

Così si apre lo scenario a decorazioni come, ad esempio, stagni, panchine in legno fontane e decorazioni varie in ferro battuto, molto semplici e estremamente classiche. Oltre a questo ove possibile è molto suggestiva la riproduzione di piccole caverne e esigui ruscelletti che conferiscono al giardino un aspetto misterioso e incantato.

Razzismo, un fenomeno purtroppo ancora attuale

Anno dopo anno ci addentriamo sempre di più nel terzo millennio, segnando ogni momento di questo periodo col progresso, tangibile su tutti i campi… dalla scienza, alla tecnologia, al campo medico e così via. Queste componenti, in continuo fermento, essenziali per la società odierna si contrappongono a ciò che caratterizza l’uomo e lo distingue dall’essere animale.

Ricordiamo che l’uomo, dal punto di vista qualitativo, si distingue dall’animale per essere dotato principalmente della ragione, della capacità di amare e della volontà libera. Se ci soffermiamo sulla capacità di amare, l’uomo di per sé dovrebbe essere una creatura socievole e priva dell’istinto di danneggiare un suo simile, ma nella realtà dei fatti ciò non accade.

Anzi si verifica tutt’altro! Il fenomeno che andremo ad esaminare va ben aldilà della semplice capacità di amare, ma si riferisce all’atteggiamento di superiorità dell’uomo nei confronti dei soggetti di un gruppo etnico differente.

La definizione corretta di razzismo è basata sulla suddivisione del genere umano in razze differenti con diverse caratteristiche biologiche, intellettive, che le rendono collocabili su una scala gerarchica, definendo così la superiorità di alcune rispetto ad altre.

A proposito di razza umana

La concezione di razzismo basata sulla superiorità di una razza rispetto ad un’altra, non è mai stata così sbagliata. Il termine razza è utilizzato in modi diversi nelle varie culture e tradizioni, per cui non tutte le teorie concepiscono il genere umano suddivisibile in razze allo stesso modo in cui avviene con gli animali.

Ciò perché, come fior di studi scientifici hanno dimostrato, il genere umano nasce da un antenato comune e le variazioni dei caratteri somatici tra i vari gruppi, su cui in modo errato gli uomini vengono impropriamente suddivisi in razze, sono indice di adattamento del genere umano alle condizioni climatiche e ambientali del luogo in cui nei vari millenni si è stanziato, ma dal punto di vista genetico non comportano nessuna differenza.

Razzismo e contesto storico

Dal punto di vista storico, fin dai tempi antichi questo fenomeno rappresenta quell’insieme di teorie che sostengono la superiorità di alcune razze rispetto ad altre, mettendo in pratica atteggiamenti oppressivi e di segregazione razziale, giustificando questo comportamento sulla diversità biologica.

Il razzismo dal XIX secolo assume carattere scientifico e da qui si innesca quella reazione che ha portato in tempi non molto lontani a mettere in atto pratiche di selezione genetica per garantire la purezza di una razza ritenuta superiore, eliminando difetti genetici e strumentalizzando politicamente questo nuovo concetto di razzismo.

Questa è l’accezione più forte e incisiva del fenomeno, ma bisogna anche considerare gli usi più comuni del termine che vogliono identificare nel razzismo anche gli atteggiamenti di superiorità al cui fondamento vi è la professione di un determinato culto, la provenienza da un’area geografica, o semplicemente l’avere un accento più marcato o diverso.

In conclusione…

Il tanto amato progresso fa passi da gigante, ma ancora alcune cose sopravvivono alla modernità… il razzismo è una di queste….parlare di globalizzazione e di processi di integrazione socioculturale non è stato sufficiente a debellare questo atteggiamento denigratorio verso i nostri fratelli.

Quindi ci si chiede: il mondo è veramente bello, perché vario? Forse sì, forse no…. Sicuramente il razzismo è stato da sempre mezzo dei più forti per imporre la supremazia sui più deboli, giustificando il potere dietro alle forme più aberranti di discriminazione.

La malattia di Parkinson

La progressiva e continua morte dei neuroni della zona nera, e la conseguente incapacità di produrre una quantità sufficiente di dopamina è la causa di questa malattia neurodegenerativa che porta la persona che ne soffre ad avere lentezza nei movimenti, tremori e rigidità.

Infatti, la citata zona nera del cervello controlla i movimenti di tutto il corpo. E purtroppo, i sintomi iniziano ad essere visibili solo quando una grossa quantità di neuroni è ormai compromessa.

Il Parkinson

Nell’immaginario collettivo si manifesta con il tremore di una delle due mani, tuttavia non è fra i sintomi più significativi , che sono come già detto la lentezza muscolare e la rigidità, e ci sono anche dei sintomi di tipo non motorio.

Le cause del Parkinson, secondo gli esperti, si riconducono a due grandi famiglie, di tipo genetico e di tipo ambientale, soprattutto esposizione a pesticidi o metalli pesanti, e la popolazione colpita è soprattutto quella over 50.

Il Parkinson è una malattia in aumento, a causa dell’aumento delle aspettative di vita. Lentamente la comunità scientifica cerca di far luce su questa malattia che ormai è nota da quasi due secoli, e tenta di mettere a punto nuove tecniche, che dovrebbero quanto meno rallentare il progredire di questa malattia.

Le cure

In passato la cura del Parkinson ha tentato di contrastare i sintomi, senza riuscire mai a rallentare il decorso della malattia stessa, e comunque, le cure sino ad ora utilizzate hanno efficacia sempre minore con il progredire della malattia.

Dette cure tentano solo di migliorare la qualità della vita del paziente, essendo ben coscienti che su questa malattia si sa davvero troppo poco. Le ricerche di questi ultimi anni tentano di dare delle alternative alle cure sinora conosciute.

Fra i farmaci più utilizzati si devono citare quelli a base di levo-dopa che attraverso la somministrazione di dopamina, tentano di sostituire quella che non viene più prodotta naturalmente dalle cellule cerebrali. Nel corso del 2016 anche in Italia è atteso l’esordio di principi attivi che hanno il loro effetto su un neurotrasmettitore, il glutammato.

La stimolazione cerebrale di tipo profondo negli ultimi anni ha avuto buoni riscontri su pazienti che non hanno altre alternative, o che sono in fasi avanzate, e recentemente, le tecniche ad ultrasuoni hanno dimostrato gli stessi benefici con interventi sicuramente meno invasivi.

Invece, per la stimolazione non profonda, le tecniche sono ancora in fase di studio, e gli sforzi sono tesi a trovare metodi meno invasivi.

Molto interessante è anche la scoperta dell’accumulo della proteina sinucleina durante l’evoluzione della malattia, a valle di appositi studi scientifici si deciderà se l’uso di anticorpi contro questa proteina potrebbe rappresentare un approccio più efficace contro la malattia, andandone ad intaccare i meccanismi di base.

Com’è visto l’ambiente visto dall’uomo

…e la concezione che abbiamo di tutto ciò che ci circonda è variata tantissimo nel corso dei secoli, infatti, per millenni l’ambiente esterno per l’uomo ha rappresentato soprattutto la possibilità di reperire, più o meno facilmente, le risorse che necessitavano alla propria sopravvivenza.

Per lunghi secoli, tuttavia l’uomo non si vedeva come un essere superiore rispetto all’ambiente, bensì quasi come un essere ad esso subordinato, quasi come se la propria sopravvivenza dipendesse dalla “generosità” dell’ambiente, basti pensare agli egizi e al Nilo, erano ben coscienti di quanto fosse loro utile il fiume più lungo del mondo.. e lo rispettavano quasi come un essere vivente.

Platone diceva che il mediterraneo non è altro che uno stagno su cui si affacciano delle rane che hanno lo stesso destino, e quanta saggezza in parole di oltre venti secoli….

Le cose, nella mente e nella psicologia dell’uomo, sono cambiate con l’illuminismo e per tutto il secolo successivo.
Di per se l’illuminismo è stato un passo straordinario per l’umanità, ma con delle piccole conseguenze negative.

Difatti, in questo periodo, l’uomo si sentiva un essere superiore rispetto all’ambiente circostante, perdendo il sentimento di rispetto verso l’ambiente. La natura era da dominare, era da sfruttare secondo le proprie necessità e i propri desideri.

Di pari passo con il desiderio di realizzare opere straordinarie, si pensi alla fondazione di città in condizioni molto difficili, come San Pietroburgo, si insediava nell’uomo il senso di superiorità rispetto alla natura.

Atlantropa

Un solo grande esempio del disinteresse umano verso la natura, Atlantropa, il progetto, mai realizzato per fortuna, dell’architetto tedesco Sorgel all’inizio del XX secolo di abbassare di ben 200 metri il livello del mediterraneo, realizzando grandi centrali idroelettriche, sorprende, più che per la portata del progetto, per il totale disprezzo, o meglio, disinteresse dell’impatto che avrebbe avuto sull’ambiente naturale mondiale.

L’uomo moderno

Per fortuna, l’uomo si è reso conto che l’ecosistema è un qualcosa di cui esso stesso è parte integrante, e negli ultimi decenni, con tanta fatica, e contrastato da interessi economici, è cresciuto tantissimo l’interesse per l’ambiente e l’ecosistema.

Nel corso del XX secolo abbiamo visto potenziali catastrofi su larga scala, per fortuna scongiurate o limitate, si pensi al buco dell’ozono, ora in via di chiusura, scoperto nella seconda metà del secolo scorso, o si pensi alle desertificazioni, ai disboscamenti e al consumo di suolo….

Evoluzione demografica

Siamo 7 miliardi, fino a 100 anni fa c’erano 1 miliardo di esseri viventi, e molti di meno nei secoli precedenti… Il numero enorme di esseri umani presenti attualmente sul pianeta, destinato a crescere in modo esponenziale, ci ha fatto comprendere che non esiste futuro per l’uomo senza relazionarsi in modo intelligente con il nostro pianeta, con uso razionale di risorse sempre più preziose.

La chiave del problema è la presa di coscienza da parte dell’umanità intera dell’esigenza di creare un rapporto con l’ambiente di reciproco rispetto, quasi come i nostri antenati di remote epoche.

Considerazione sulle stufe a pellet

si trova bene col riscaldamento a gas, chi col classico riscaldamento a legna… alcuni preferiscono l’elettricità… e altri si vogliono addentrare nel mondo del pellet!

Ma perché scegliere il riscaldamento a pellet?? Stufa o caldaia che sia, nella scelta bisogna sempre considerare alcuni piccoli accorgimenti.

Vari modelli

Inutile dire che la tecnologia sforna modelli sempre più evoluti, con design moderni ed accattivanti….quindi non è necessario chiedersi se esiste la stufa dei vostri desideri, perché esiste già! Basta solo che andiate a cercarla nel posto giusto. Le stufe a pellet sono costruite con diverse funzioni per accontentare i gusti e le esigenze di tutti! Ecco alcuni modelli:

Stufe ad aria: queste stufe sono preferibili in ambienti non molto vasti e consentono di riscaldare l’ambiente circostante tramite l’immissione dell’aria calda nella stanza tramite una ventola;

Stufe ad aria canalizzata: molto simili per funzionamento al modello precedente, diffondono il calore negli ambienti circostanti mediante un sistema di tubi nascosti, lo spostamento dell’aria calda avviene tramite una ventola;

Termostufe idro pellet: indicate per chi vuole sfruttare un impianto di riscaldamento preesistente adeguando l’impianto alla stufa, senza incorrere in troppi cambiamenti e utilizzare la comodità del pellet.
Ambiente da riscaldare e potenza

Nella scelta della stufa a prescindere dal modello è importante considerare le dimensioni dell’ambiente da riscaldare. Per piccoli ambienti, la scelta cadrà su un impianto con 3 kw di potenza, mentre altri ambienti richiederanno una potenza di 12 kw!

Oltre a questo bisogna considerare le caratteristiche dell’immobile, come la sua esposizione o la sua coibentazione ecc. L’installazione di una termo stufa richiederà calcoli più dettagliati in modo da determinare con esattezza il volume da riscaldare.

Perché scegliere una stufa a pellet?

La domanda sorge spontanea! Installare un impianto di riscaldamento a pellet nelle vostre abitazioni sarà tutto un vantaggio! Non ci credete?

Innanzitutto vi libererete della sporcizia, della cenere e del faticoso impegno che richiede una stufa a legna, infatti le nuove stufe a pellet oltre ad essere silenziose ed efficienti, producono pochissime ceneri facilmente aspirabili.

L’installazione di questa stufa è molto semplice infatti a seconda del tipo di scarico il lavoro sarà molto semplice e discreto, adatto addirittura agli amanti del fai da te! Altro vantaggio è la salubrità dell’ambiente in quanto il tiraggio forzato vi risparmierà quell’odioso ritorno di fumo!

Rispetto alle concorrenti a gas e ad elettricità non avrete mai più brutte sorprese in bolletta, perché sarete voi a decidere se e quando accendere la vostra stufa senza dover sopportare costi fissi.

In ultimo, ma non meno importante, è il costo del pellet molto vantaggioso, basta un’attenta ricerca ed è possibile acquistare grandi quantità di questo combustibile dimezzando i costi. Quindi cosa state aspettando?

Breve introduzione alla lotta contro il terrorismo

Accendere la tv e trovarsi a guardare un’edizione straordinaria del telegiornale ai giorni nostri è cosa molto comune. Guardare gente morta, ferita, case e locali distrutti, straziati irreparabilmente o addirittura polverizzati, soccorritori impegnati in una frenetica corsa contro il tempo ormai fa parte della quotidianità.

Ci si chiede: terremoto? Tragico incidente? A volte la risposta a queste domande è sì… in questi casi di fronte alla forza della natura e alla fatalità si è impotenti, ci troviamo con le spalle al muro e difficilmente è possibile attribuire la colpa a qualcuno.

Ora immaginiamo di vedere lo stesso scenario davanti ai nostri occhi…edifici squarciati…brandelli di persone…soccorritori impolverati… e in risposta alle stesse domande sentirsi dire “purtroppo c’è stato un attentato terroristico”.

Alle emozioni provate nel primo caso se ne aggiungono altre e ci si chiede il perché di tanta violenza…. Ci si chiede se con un po’ di accortezza la strage poteva essere evitata ecc. beh! In questo caso un colpevole c’è…. E si nasconde abilmente dietro atti di natura terroristica.

Cosa è il terrorismo?

Ancora oggi non esiste una definizione netta e condivisa di terrorismo, ma con tale termine s’intende generalmente quell’insieme di atti intrisi dell’uso più illegittimo della violenza al fine di incutere terrore, ai membri di una collettività, destabilizzando o istaurando l’ordine all’interno di essa.

Ciò solitamente avviene attraverso attentati, dirottamenti aerei, rapimenti ed azioni simili… rientra anche nella nozione i terrorismo qualsiasi atto avente come scopo la lesione dei diritti umani.

I terroristi, facendo leva su un sentimento comune di appartenenza, strumentalizzano le persone inculcando versioni corrotte di una tradizione, di per sé legittima e pacifica, persuadendole a compiere gravi atti di violenza volte alla tutela e all’espansione di essa.

Perché avvengono gli attentati?

Il terrorismo trova il suo fondamento nell’esigenza di alcune popolazioni di imporre il proprio predominio su altre, concretizzandosi appunto nella messa in atto di gravi fatti di sangue.

Ciò è quanto accadeva in tempi remoti, mentre nel corso dei secoli il concetto di predominio è mutato trasformandosi in una vera e propria imposizione non solo di potere ma anche di cultura.

Quindi si avverte il passaggio da un’imposizione di tipo politico ad un’imposizione ideologica di una tradizione, mirando ad annientare la storia e la cultura di un popolo.

Atti terroristici: tra ideologia e fenomeno di massa

Il modo di fare terrorismo nel corso dei secoli è cambiato tendendo ad una evoluzione sempre più inquietante. Gli atti terroristici hanno raggiunto dei livelli raccapriccianti, come possiamo vedere si è passato dai colpi di stato e dagli attentati alle istituzioni a vere e proprie stragi di massa.

Gli attentati odierni sono caratterizzati per la grande entità distruttiva e per la capacità di toccare i simboli e il cuore delle culture vittime degli atti di violenza…

In poche parole si può parlare di attentato alla tradizione e alla storia di una nazione, di una civiltà. Quindi vi è la distinzione tra atti terroristici di natura ideologica e atti destinati a compiere vere e proprie stragi di massa.

La lotta continua…

Le potenze mondiali sono impegnate al massimo nel tentativo di sconfiggere o quantomeno tamponare questo fenomeno che negli ultimi anni, non solo ha messo a repentaglio la vita e la tranquillità di molte persone, ma ha costituito e costituisce tutt’oggi una seria minaccia per la pace mondiale.

Fecondazione medicalmente assistita come cura dell’infertilità

Il sogno di molte donne è diventare madri….ma a volte ciò per un motivo o per un altro non avviene…. Cosa fare? Procedere con l’adozione di un bambino regalando una vita agiata ad una creatura già venuta al mondo, oppure insistere ad avere un figlio proprio?

Rispetto al passato alcuni problemi sono stati ridimensionati, alcune cause che in passato impedivano la procreazione e il proseguimento naturale di una gravidanza sono state in parte curate o addirittura eliminate. Oggi la scienza ha fatto passi da gigante in materia consentendo a innumerevoli coppie la possibilità di diventare genitori con la fecondazione medicalmente assistita.

Infertilità? No grazie.

La procreazione assistita è una tecnica utilizzata per trattare le cause di infertilità “curabili” e in base alla gravità del caso il personale medico sceglierà la procedura più adatta da seguire.

Quindi futuri genitori non disperate se il concepimento risulta un po’ più difficoltoso! A quasi tutto c’è un rimedio! Questa tecnica non è univoca ma si avvale di tre livelli differenti da eseguire in base alla gravità dell’infertilità:

inseminazione semplice: tecnica molto semplice, che avviene mediante l’inserimento del liquido seminale nella cavità uterina, il liquido seminale può essere fresco o scongelato;

tecnica di fecondazione in vitro: la fecondazione degli ovociti avviene su una piastra, per poi inserire nell’utero in caso di fecondazione gli embrioni ottenuti, nei casi più gravi invece la fecondazione dell’ovocita avviene con l’inserimento di un singolo spermatozoo nell’ovocita, questa tecnica risulta affidabilissima grazie alla possibilità di prelevare direttamente dai testicoli lo sperma;

fecondazione in vivo: questa tecnica è molto invasiva, viene praticata in anestesia totale e può essere effettuata per un numero limitato di tentativi, ed è la meno utilizzata proprio per questo motivo. Tra le varie tecniche è quella che più si avvicina alla fecondazione naturale in quanto i gameti vengono inseriti attraverso un catetere nelle tube della donna dove si spera avvenga il concepimento.

Quando si fa…

Generalmente si ricorre a questa tecnica quando dopo una ripetuta serie di rapporti non protetti non avviene il concepimento, in genere un anno.

Quindi trascorso questo lasso di tempo senza veder l’ombra di una gravidanza, se il vostro desiderio è ancora vivo potete recarvi presso uno dei centri disponibili sul territorio, in grado di eseguire le cure di cui necessitate.

Innanzitutto verrete sottoposti ad una serie di esami specifici, che vanno da informazioni sullo stile di vita e alimentazione, fino ad arrivare ad esami per escludere eventuali malformazioni dell’apparato riproduttivo, per delineare l’entità del problema. Individuato il problema, si procederà con la tecnica più adeguata.

E la gravidanza?

Superate le fasi e le problematiche iniziali, la donna si dovrà sottoporre ad un dosaggio ormonale per capire se vi è concepimento dopodiché si procederà con la prima ecografia. Se la situazione è regolare, la donna potrà essere normalmente seguita nel corso della gravidanza anche dal ginecologo di fiducia.

Perché avviene il dissesto idrogeologico

Spesso accendendo la tv ci troviamo a guardare immagini catastrofiche. Tante volte provocate dall’uomo ma tante altre volte consistono in vere e proprie manifestazioni della forza della natura.

Alla base di questi fenomeni vi è un complesso di fattori noti con l’espressione “dissesto idrogeologico”. Ma di cosa si tratta? Cosa sta alla base del dissesto idrogeologico? È possibile prevenire alcuni eventi?

Cosa s’intende con questo termine

Solitamente accanto ad immagini raccapriccianti sentiamo nominare queste parole il cui significato non viene spesso chiarito. Altre volte viene percepito un concetto sbagliato di questo termine.

In poche parole il dissesto idrogeologico è quel complesso di processi naturali o artificiali che esercitano un’azione erosiva e distruttiva del suolo e del sottosuolo, provocando come conseguenza danni a cose e persone.

Quali sono le cause?

Come già detto alla base del processo di erosione vi sono dei fattori naturali e artificiali. Prima di fare questa distinzione bisogna innanzitutto chiarire che tra i fattori naturali vi è sempre la componente umana anche se indirettamente. Generalmente per fattori naturali si intendono frane e alluvioni, causati spesso da condizioni climatiche avverse, dalla conformazione morfologica del suolo, dei bacini idrici, dalla vegetazione presente sul luogo.

Bisogna riflettere sui fattori naturali che di solito però sono la conseguenza dell’attività indiscriminata dell’uomo, basta pensare ai mutamenti del clima, alla deforestazione, alla cementificazione. Tra i fattori artificiali veri e propri, invece troviamo le opere strettamente legate all’uomo come le costruzioni, le opere idrauliche e l’alta urbanizzazione.

È possibile fare prevenzione?

Questa domanda è stata posta un’infinità di volte. La risposta è sì! È positiva nel senso che è possibile attuare un piano di prevenzione per limitare quando più possibile i danni derivanti da una calamità naturale o semplicemente da un evento atmosferico di particolare rilevanza.

Come? Ovviamente prevenire il dissesto idrogeologico è compito dei professionisti del settore che devono compiere una serie di operazioni per classificare innanzitutto il suolo e i fenomeni presenti su di esso. Per esempio monitorare una frana è possibile… come pure cercare di tamponare un evento disastroso di questo genere.

Anche sul fronte sismico è stata intrapresa una campagna di prevenzione, in particolare ricordiamo un sofisticato strumento capace di rilevare le onde primarie del sisma e da quelle poi calcolare il movimento ondulatorio, ciò da un vantaggio di pochi secondi che in alcuni casi possono fare la differenza tra la vita e la morte.

In conclusione…

Per concludere questa breve pagina informativa sull’argomento, è necessario riflettere sul comportamento dell’uomo nei confronti della natura. Attuare programmi di urbanizzazione e costruire infrastrutture senza tener conto delle caratteristiche del luogo e della forza della natura può essere molto pericoloso.

Cavalcare il progresso tecnologico ha i suoi benefici, ma è necessario che ciò avvenga in un modo compatibile con l’ambiente. Quindi applicare le norme di prevenzione e adeguarsi ad uno sviluppo sostenibile è fondamentale per non incorrere nelle ire di Madre Natura.

Cosa dovreste sapere sui social network

L’utilizzo dei social network è di importanza vitale per le generazioni odierne. Persone di qualsiasi età sono ormai vittime e carnefici dei social fino a fare diventare la social mania una vera e propria dipendenza.

Oggi sui social la gente pubblica di tutto, dallo stato d’animo ad un nuovo vestito, una poesia, una frase d’amore, scene di violenza… tutto ciò fa parte della quotidianità di tantissimi utenti. Spesso però notiamo che vi è un uso improprio e sembra che alcuni utenti abbiano dimenticato la vera funzione dei social, ovvero la comunicazione.

Qual è la loro funzione?

I social oltre alla classica funzione di mettere in contatto persone di diversi luoghi del pianeta hanno uno scopo ben preciso: comunicare. Ma cosa? Beh forse non ve ne siete accorti ma costituiscono il primo canale di comunicazione!

E la loro funzione risulta indispensabile per le aziende che nel giro di un breve lasso di tempo possono comunicare mediante particolari strategie di vendita con un’utenza mondiale.

Ricordiamo che sempre più gente trascorre tantissimo tempo sui social condividendo qualsiasi tipo contenuti, ciò poi risulta facilitato grazie all’utilizzo di smartphone e laptop che ne velocizzano e semplificano l’utilizzo.

Rapporto tra social e imprese

Se pensate che utilizzare un social sia limitato al semplice post vi sbagliate! La vera funzione dei social come già detto è la comunicazione. Non vi è mai capitato mentre girovagate per spiare i post dei vostri amici di scoprire una pagina consigliata su un particolare prodotto a prezzi competitivi? Innumerevoli volte.

Quindi una volta fatto il login sul social vi troverete in un campo minato di pubblicità, non dimenticate che lo scopo delle aziende è quello di incrementare gli utili e il social è la giungla ideale per promuovere un’azienda.

Attenzione però! Se vi è appena venuto in mente di pubblicizzare la vostra attività sul social è importante farlo nel modo giusto, adottando una strategia già studiata e non semplicemente limitarsi al fai da te. Molto importanti saranno i contenuti da pubblicare che se fatti nel modo giusto influiranno notevolmente sui vostri guadagni.

Per concludere

Aprire un profilo aziendale o personale sul social network è molto semplice, basta disporre di un dispositivo come un computer, uno smartphone o altro laptop, di una connessione ad internet e in pochi semplici passi avrete il vostro profilo. Ciò che conta è gestire correttamente i contenuti da pubblicare per la realizzazione dei vostri obiettivi.

Quindi se la vostra idea è allargare gli orizzonti della vostra attività nel mondo del web è importante veicolare il flusso di informazioni nel modo giusto, per farlo al meglio è consigliato rivolgersi ai professionisti del settore, i quali saranno in grado di studiare una strategia adeguata alle vostre esigenze.